I migliori testimonials del merluzzo sono i Vichinghi, i grandi navigatori provenienti dal nord della Norvegia. Dalle loro parti, al largo delle isole Lofoten, di merluzzi ce n’erano a iosa: i Vichinghi li pescavano, e li facevano essiccare all’aria aperta.Ne veniva fuori un alimento perfetto per le loro esigenze: lo stoccafisso.Nutriente, leggero (poca acqua, poco peso) di lunga conservazione (perché disidratato).Per i loro interminabili viaggi per mare, non c’era di meglio.Un bel giorno però i Vichinghi persero il monopolio della pesca del merluzzo.
dosi per 8-10 persone
1 chilo e mezzo di Baccalà spugnato
1 chilo di Patate tagliate a pezzi grossi
2 cipolle medie
1 manciata di Capperi
8 10 Olive bianche
1 manciata di Uvetta
Pepe una spolverata
mettere poco sale solo a fine cottura e se necessario.
Occorrerà un tegame piuttosto largo.
Per prima cosa ammollare l’uvetta in acqua tiepida per circa mezz’ora, finchè non sarà diventata morbida; dissalare bene i capperi, lavandoli ripetutamente sotto l’acqua corrente.Snocciolate e tagliate a metà le olive.Sbucciate le patate, lavatele sotto l’acqua corrente e tagliatele a grossi pezzi.. In un tegame abbastanza grande da contenere comodamente il baccalà, far soffriggere in olio extravergine di oliva la cipolla, tagliata a piccoli dadini. Quando è imbiondita aggiungere i capperi, l’uvetta, le olive e infine il baccalà. Aggiungere acqua quanto basta a coprire il tutto, e chiudere il tegame con il coperchio. Lasciare cuocere a fuoco moderato per circa 15 minuti, quindi aggiungere le patate e una spolverata di pepe.Coprire nuovamente con il coperchio e finire la cottura per altri 15 20 minuti ancora. Di tanto in tanto assicurarsi di rigirare delicatamente il tutto, in modo da far ben insaporire.Alla fine si dovrà ottenere un sugo piuttosto denso, saporito ma non salato. Il baccalà va servito caldo.