Questa squisita torta prende il suo nome particolare da un fumetto italiano (alcuni dicono il primo fumetto italiano) degli inizi ‘900, che aveva come protagonista un ragazzo africano di nome Bilbolbul.
Ai tempi di Ada Boni, quando la ricetta è apparsa sul libro del 1929, doveva essere considerata una torta da tutti i giorni, semplice ed economica, perfetta accompagnata ad un tè o un caffè per colazione o per uno spuntino dolce.
Ed è esattamente questo: intensa, dolce-amara, compatta e friabile allo stesso tempo, semplice ma facile da abbellire con della panna montata frutta fresca o gelato.
Può essere realizzata con ingredienti sempre presenti in dispensa ed in pochi minuti senza ammattire (non avete nemmeno bisogno di una frusta elettrica, ma solo una ciotola ed un cucchiaio di legno!).
Preparazione 10 minuti
Cottura 30-35 minuti
200 grammi di farina
250 grammi di zucchero semolato (150 gr nella versione di Patrizia)
100 grammi di cacao amaro in polvere
2 grammi (½ cucchiaino) cannella in polvere (o chiodi di garofano in polvere)
1 bustina di lievito
250 millilitri di latte
scorza di arancio
Setacciare la farina, zucchero e cacao insieme. Aggiungere cannella, lievito, latte e scorza e mescolare tutto con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Mettere l’impasto in uno stampo tondo (22-24 cm diametro) foderato di carta da forno (o imburrato e spolverato con cacao).
Metter in forno a 180 ºC per 35-40 minuti – la parte superiore deve risultare resistente al tatto.
Controllate la cottura con il test dello stecchino.
Una vola raffreddata, rimuovere la torta dallo stampo.
Servire con una spolverata di zucchero a velo o della frutta fresca e panna montata.
Potete fare anche delle mini tortine usando uno stampo da muffin – in questo caso, hanno bisogno di circa 20 minuti in forno anziché 40.